Censimento delle piante di olivo in Ticino

L’Associazione Amici dell’Olivo nata nel 2001, ha avviato durante il periodo del Covid, un importante progetto di censimento delle piante di olivo in Ticino e nel Moesano.

Il risultato, dopo circa cinque anni di raccolta dati, è molto significativo e reso possibile grazie alla preziosa collaborazione di numerosi cittadini e di alcuni enti pubblici (oltre 900 partecipazioni), proprietari di olivi sia coltivati in terra sia in vaso. Al 31 dicembre 2025 sono state censite 9’513 piante, di diverse dimensioni e varietà.

Siamo tuttavia consapevoli che molti olivi non siano ancora stati segnalati. Per questo motivo invitiamo tutte le persone che non hanno ancora partecipato a farlo. Ogni privato, azienda o ente del Ticino e del Moesano che possieda anche un solo olivo, in giardino, in un piccolo oliveto o in vaso, è cordialmente invitato a prendere parte a questa mappatura volontaria.

L’olivo è stato riconosciuto dall’UNESCO nel 2019 come simbolo e protettore del nostro pianeta. Ogni anno, il 26 novembre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Olivo, che non onora soltanto una pianta, ma anche i valori che essa incarna: pace, saggezza e armonia.
Radicato nella cultura mediterranea e oggi presente in tutti e cinque i continenti, l’olivo offre lavoro, sicurezza e risorse naturali alle comunità rurali di tutto il mondo. Inoltre, svolge un ruolo importante nella lotta al cambiamento climatico, poiché presenta un bilancio positivo del carbonio, assorbendo più anidride carbonica di quanta ne venga emessa durante la produzione dell’olio d’oliva.

La coltivazione dell’olivo in Ticino, con una produzione di olio significativa soprattutto sulle rive del Lago di Lugano e del Lago Maggiore, risale a diversi secoli fa. Tuttavia, i rigidissimi inverni del 1494, del 1600 e del 1709 distrussero quasi completamente gli oliveti ticinesi. La coltivazione riprese gradualmente e, all’inizio del Novecento, molti olivi erano presenti nei vigneti, anche se pare che solo a Gandria si producesse ancora olio. Solo a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso si è assistito a una nuova e importante diffusione dell’olivicoltura a sud delle Alpi. Dal 2021, l’olio d’oliva ticinese è ufficialmente inserito nel Patrimonio Culinario Svizzero.

Da alcuni anni l’associazione collabora con il Servizio fitosanitario cantonale nella lotta contro le principali malattie dell’olivo, in particolare contro la mosca dell’olivo. Inoltre, alla fine del 2021, è stato siglato un accordo di collaborazione con la stazione di ricerca Agroscope di Cadenazzo per uno studio di ricerca (tuttora in corso) e campionamento della Sputacchina (Philaenus spumarius L.), principale vettore in Europa della Xylella fastidiosa.

Ma cosa potrebbe accadere in Ticino se questo batterio dovesse un giorno diffondersi? Le conseguenze sarebbero drammatiche per i proprietari di olivi e per l’intero patrimonio vegetale. Grazie a queste collaborazioni, la nostra associazione contribuisce attivamente allo studio dei vettori e alla sorveglianza della diffusione della Xylella fastidiosa in Svizzera, dove questo batterio può potenzialmente infestare oltre 360 specie vegetali, comprese numerose colture agricole.
Maggiori informazioni sono disponibili nella scheda tecnica n. 60/2018 di Agroscope.

Per raggiungere questi obiettivi, abbiamo bisogno anche del vostro aiuto. Se non l’avete ancora fatto, partecipate al censimento e invitate amici e vicini a segnalare le loro piante di olivo. Vi ringraziamo fin d’ora per la vostra preziosa collaborazione.